Digital Media in Italia

Un'iniziativa per interrogarci sul ruolo dell’Italia e per programmare il nostro futuro


Interventi al secondo incontro

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01 Giacomo Cosenza F/OSS, standard, licenze d'uso e brevetti Sinapsi S.p.A.
  La convergenza del F/OSS (Free & Open Source Software) sugli standard aperti/liberi di formati e protocolli sta costringendo le multinazionali del software a rimodulare i propri modelli commerciali precendetemente incentrati quasi esclusivamente sulla vendita di licenze d'uso e di licenze di manutenzione. La brevettabilità del software rappresenta indubbiamente una possibile diversificazione dei ricavi e i software vendor non si vogliono fare scappare questa opportunita'. Tutto cio' si scontra, pero', con l'urgenza dell'interoperabilita', epifenomeno del successo di internet. I media digitali sono uno dei terreni piu' frequentati dai cacciatori di brevetti e da soluzioni proprietarie. L'approccio RAND (Reasonable And Non Discriminatory patent) sembrerebbe essere la panacea di tutti i mali. E' davvero cosi?

Se tra il 2 e il 9 di gennaio riusciro', visto sono in ferie, a studiarmi DMP e iDRM in particolare, allora potrei provare ad aggiungere dopo E' davvero cosi? Il caso iDRM di DMP.

02 Leonardo Chiariglione DRM interoperabile e scalabile CEDEO.net
  Un sistema DRM (Digital Rights Management) è un sistema di componenti e servizi IT che opera con l'obiettivo di distribuire in modo controllato beni digitali ed i diritti associati. Da alcuni anni sono in esercizio sistemi DRM che rispondono a questa definizione.

I sistemi DRM in uso presentano problemi (o vantaggi, a seconda del punto di vista)

  1. danno ai "rights holder" un controllo totale sulla distribuzione
  2. permettono di erigere alte battiere d'ingresso
  3. rimuovono l'interoperabilità, un fatto acquisito dei media analogici
  4. tolgono tante piccole "libertà" che gli utenti dei media si sono sempre prese
  5. ecc.

Il Digital Media Project (DMP), un organizzazione no-profit di diritto svizzero, sviluppa specifiche di DRM con le seguenti caratteristiche

  1. interoperabilità all'interno di una catena del valore e tra catene del valore
  2. scalabilità cioè gestione sia di contenuti non protetti (ma governati, come e.g. CC) sia di contenuti con vari livelli di protezione
  3. approccio toolkit che permette un'ampia realizzazione di Digital Media Business Models
  4. licenziabilità delle tecnologie a condizioni RAND
  5. accessibilità alle specifiche in forma testuale e come reference software
  6. disponibilità di tecniche di verifica di conformità per le realizzazioni
  7. supporto dei Traditional Rights and Usages
03 Angelo D'Alessio Progress Report Cinema digitale: le nuove Specifiche e la sua relazione con la standardizzazione SMPTE  
  L’argomento intende trattare le modalità e progetti attualmente condivisi ed in atto per il roll-out dell’industria cinema da tecnologia pellicola/chimica a media format/data format. La nuova supply chain, le nuove professionalità, le relazioni con HDTV, home cinema, mobile cinema. Le opportunità per l’industria cinematografica italiana.
04 Eugenio Prosperetti
Vincenzo Visco
Contenuti digitali: c'è nessuno in ascolto? Studio Prosperetti
ISIMM/ Università degli Studi della Tuscia)
  La produzione, lo sviluppo e la diffusione dei contenuti digitali di tipo "televisivo" è stata sinora penalizzata da un sistema di rilevamento degli ascolti incentrato su tecnologie analogiche. In particolare, il sistema di rilevamento "AUDITEL" ha determinato una coperta corta, per la quale gli investitori pubblicitari e gli editori ed operatori radiotelevisivi vedono con diffidenza e paura le nuove piattaforme di diffusione. Esse infatti non fanno parte del campione rilevato. In sostanza, i telespettatori che fruiscono di un audiovisivo attraverso piattaforme media digitali risultano, agli occhi del mercato, di fatto "invisibili". Il sistema istituzionale di rilevazione non ne tiene conto e dunque risultano come "spettatori in meno" invece che come pubblico addizionale. Ad esempio, AUDITEL non rileva in maniera puntuale gli ascolti satellitari e, nemmeno, rileva gli ascolti dei canali tradizionali attraverso cavo/satellite. Ciò è particolarmente grave nel momento in cui la nuova Direttiva TV senza frontiere, nel testo proposto lo scorso dicembre, estende a macchia d'olio, la definizione di televisione. Occorre urgentemente adeguare tale sistema al mutato contesto di diffusione degli audiovisivi per incentivare lo sviluppo del mercato. 
05 Domenico Di Martino Copyright: ultimi sviluppi in Europa Telecom Italia
  Aggiornamento sugli ultimi sviluppi normativi e para-normativi in Europa per i temi dei diritti, del copyright, della lotta alla pirateria e degli accordi intercategoriali. Tutto questo in vista dei riflessi sui sistemi DRM.
06 Joy Marino Long Tail alla vaccinara MIX s.r.l.
  In sostanza ho provato a segmentare la curva "quanti-vedono-che-cosa" in segmenti discreti e poi ho ragionato sulle categorie dei contenuti, delle infrastrutture e dei ricavi relativamente a questa segmentazione. Nella griglia di "opportunita`" dicei che sto tra il punto 2 ed il punto 12.
07 Fulvio Dominici La città di Torino in 3D open source via internet Fondazione Ultramundum
  Fondazione Ultramundum, nell'ambito della diffusione della propria tecnologia UltraPeg per la fruizione di mondi virtuali on-line, ha realizzato, con sponsorizzazione del Comune di Torino, il P.I.D. (Plastico Interattivo Digitale) delle città di Torino, Grugliasco, Collegno, Rivoli, Pianezza, Nichelino, Settimo e Caselle.

Il modello consente l'esplorazione libera interattiva e tridimensionale su normale personal computer di tutta l'area indicata. Il PID è realizzato completamente in open source e le Tabulae (gli elementi alla base della tecnologia utilizzata) sono liberamente accessibili e modificabili da chiunque. Torino diventa così la prima grande città a dotarsi di un modello completo tridimensionale pubblico esplorabile in tempo reale.

Fino ad oggi, solo porzioni di città o piccole cittadine erano state realizzate con queste tecnologie, dato il carico proibitivo di dati da elaborare per generare un modello tridimensionale di un'area che conta centinaia di migliaia di edifici, come nel caso di Torino e dintorni.

Il PID della città di Torino consente l'esplorazione su di un comune personal computer dotato di una moderna scheda video. Non sono necessarie macchine di potenza fuori dal comune.