Digital Media in Italia

Un'iniziativa per interrogarci sul ruolo dell'Italia
e per programmare il nostro futuro


Diciassettesimo incontro - Risultati

 

1. Benvenuto, logistica, presenti

Il diciassettesimo incontro è stato ospitato dall'Università IULM. La lista dei partecipanti è data in allegato.

2. Approvazione dell'agenda

L'agenda proposta è approvata, anche se la discussione non ha poi seguito esattamente l'ordine dell'agenda.

3. Rapporto sull'attività di dmin.autori

Alesandro I. ha presentato un documento sviluppato sul riflettore di dmin.it che analizza i vari passi necessari per la produzione di un film (per altri tipi di media le cose possono essere un po' diverse ma la cosa è comunque sempre abbastanza rappresentativa). Il documento ha tre colonne: i passi, le cose che l'ICT ha reso possibili e quelle di cui si ha ancora bisogno.

si quindi deciso che

  1. Leonardo rivedrà il documento qui elaborato
  2. Alessandro rivedrà il risultato
  3. Leonardo metterà il documento – come documento in via di sviluppo – sul sito dmin.it

Inoltre è stato sollevato il problema che molti si avvicinano a dmin.it senza condividere il bagaglio delle definizioni, acronimi, semantica di molte parole usate con un significato a volte lontano da quello comune. Si è quindi deciso

  1. Leonardo estrarrà il glossario dalla proposta e lo distribuirà su dmin.autori
  2. Alessandro rivedrà/editerà/integrerà il glossario
  3. Leonardo metterà il glossario sul sito dmin.it

4. Pianificazione delle attività future di dmin.autori

dmin.it si aspetta che si continui a far evolvere il documento Benefici ICT identificando le aree più critiche su cui dmin.it deve intervenire.

5. Stato degli sviluppi di dmin.action

Si sono analizzati alcuni progetti in corso

5.1 Uso di metadati per fruizione potenziata

Si sono rivisti gli action point dell'incontro precedente e cioè

  1. Disponibilità di film abbastabza "strutturati - I Licaoni sono disponibili ad offrire il loro film per questo scopo sperimentale (Alessandro I.)

  2. Taggatura delle parti del film a tempi significativi, e.g. utilizzando il tool dell'IBM VideoAnnEx tool che dovrebbe essere disponibile sul web (Alessandro I.)

  3. Creazione di DCI con i metadati time dependent (Filippo C.)

  4. Sviluppo di una GUI specifica per questa applicazione (?)

  5. Modifica dell'attuale SAV per permettere una fruizione senza discontinuità basata sull'informazione contenuta nel DCI (?)

Si sono visti i punti seguenti

  1. Alessandro I. ha confermato la disponibilità dei Licaoni a fornire film per la sperimentazione (punto 1.)
  2. Si è visto che l'uso di Celtx potrebbe dare automaticamente una grossa quantità di metadati da usarsi per la taggatura delle scene
  3. Il punto 3. è relativamente contenuto
  4. Il punto 4. potrebbe essere sostituito da una pagina web per accedere ad un servizio
  5. Il punto 5. è ancora da esplorare

si è concluso che

  1. Occorre esplorare l'uso di Celtx per ottenere le strutture di metadati richieste
  2. Conviene verificare la possibilità di usare una pagina web di un fornitore di servizio invece di una GUI

Riccardo L. scriverà una pagina di descrizione di un progetto di tesi da usare all'interno dell'università.

6.2 Biblioteca Digitale Italiana

Si è discussa la possibilità di agganciare iDRM al sistema presentato la volta scorsa da Giorgio B. Questa è la sequenza dei passi mediante la quale potrebbero essere introdotte le funzionalità di iDRM

  1. Un utente U accede al Repository Centralizzato di Metadati (RCM)

  2. U naviga le pagine del RCM

  3. Per ogni risorsa RCM presenta il costo della risorsa relativo alla tipologia di licenza

  4. U sceglie la risorsa di proprio interesse ed effettua il pagamento

  5. RCM crea un DCI con

    1. Metadati rilevanti per la risorsa

    2. Licenza contenente la chiave di decifratura della risorsa cifrata con la chiave pubblica di U

  6. U scarica il DCI che viene visualizzato sul suo dispositivo di consumo

  7. U clicca sulla risorsa

  8. RCM accede alla risorsa posta nel Repository Periferico di Contenuti (RPC) via streaming o download

  9. RCM cifra la risorsa

  10. RCM manda e.g. in streaming la risorsa ad U

  11. Il dispositivo di fruizione di U decifra la chiave di decifratura con la chiave privata di U

  12. Il dispositivo di fruizione di U presenta ad U la risorsa

Se si riescono ad individuare i due volontari mancanti si dovrebbe essere in grado di mettere in piedi un servizio sperimentale in cui un utente interessato

  1. si scarica il players

  2. si scarica il DCI di fruizione

  3. fruisce del film specificando ciò che vuole o non vuole vedere.

6.3 Home Gateway Initiative

Paolo P. ha presentato le attività della Home Gateway initiative (HGI), un industry forum partito circa 3 anni fa di cui egli è il CTO che ha per obiettivo la definizione delle specifiche di un home gateway ed a cui partecipano 13 operatori di telecomunicazione ed una cinquantina di costruttori. HGI si domanda se esistono funzionalità, in qualche modo riconducibili al DRM, che potrebbero essere ospitati dal home gateway.

I presenti hanno giudicato che le seguenti funzionalità

  1. Domain Management

  2. dmin.it iPay

  3. Certification Authority in ottica TPM

potrebbero in effetti essere ospitate dal home gateway. Questo naturalmente non significa che dmin.it iDRM/iNet/iPay richiedano che tali funzionalità debbano essere ospitate dal home gateway ma che, in ottica toolkit, esistono delle realizzazioni in cui alcuni attori economici vedono un beneficio nel posizionare tali funzionalità nel home gateway.

Paolo P. prenderà contatti con HGI per un'eventuale presentazione della tematica.

7. Completamento operativo della proposta dmin.it

Roberto G. ha fatto una presentazione del contesto in cui dmin.it iPay potrà operare.

Nel 2000 il Parlamento ed il Consiglio Europeo in accordo con la Banca Centrale Europea, hanno adottato una direttiva (2000/46) riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica.

La direttiva definisce il significato di Moneta Elettronica (Electronic Money) come un valore monetario rappresentato da un credito nei confronti di un emettitore: memorizzato su dispositivo elettronico, emesso a fronte della ricezione di fondi di valore non inferiore al valore monetario emesso, accettato quale strumento di pagamento presso un circuito di accettazione costituito da imprese diverse dall'emettitore; parimenti, definisce l'Istituto di Moneta Elettronica (IMEL), come soggetto giuridico (non banca) abilitato all'emissione di mezzi di pagamento in forma di Moneta Elettronica.

La direttiva è stata recepita dalla legislazione italiana sulla base della Legge 1 Marzo 2002 - n° 39, che ha apportato modifiche al Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al D.Lgs 1° settembre 1993 – n° 385 (T.U.L.B.), successivamente attuata con Deliberazione C.I.C.R. (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) del 4 Marzo 2003. Tuttavia, i primi IMEL Italiani hanno iniziato ad esercitare la propria attività a fronte di autorizzazione concessa da Banca d'Italia, solo dal Febbraio 2006.

Alla data, in Italia gli IMEL sono solo tre, due dei quali operano (anche) in ambito scommesse.

Il 13 Novembre 2007, il Parlamento ed il Consiglio Europeo in accordo con la Banca Centrale Europea, hanno adottato la PSD - Payment Service Directive (2007/64), già proposta nel Dicembre del 2005.La Direttiva ambisce a garantire l’apertura del mercato dei servizi di pagamento in modo razionale e controllato, assicurando nel contempo un incremento dei livelli di protezione per il consumatore.

Nel pieno rispetto di SEPA (Single Euro Payments Area), la PSD mira ad assicurare che i pagamenti elettronici trans-frontalieri (in ambito EU) possano diventare sicuri, efficienti e di facile adozione come quelli di ciascun circuito domestico. All’uopo, vengono definite le linee guida per la definizione di un ecosistema Europeo all’interno del quale possano realizzarsi (tra le altre) l'autorizzazione di nuovi soggetti non-bancari per l’esercizio di un servizio di pagamento: gli Istituti di Pagamento (Payment Institutions).

SEPA è costituita dai paesi dell’Europa dei 27+4 paesi (CH, IS, LI, NO).

Le Payment Institutions (PI), sono persone giuridiche autorizzate a fornire ed esercire (in proprio o tramite terzi) Servizi di Pagamento (Payment Services) nella Comunità. Questo significa che una PI autorizzata in un paese può operare in tutta la Comunità. La PSD dovrà essere recepita (Transposition Period) da ciascun Stato membro entro il 1 Novembre 2009; entro tale periodo, ciascun Stato Membro dovrà parimenti designare le Autorità cui spetta la responsabilità di rilasciare l'autorizzazione alle PI.

La PSD elenca anche i servizi che le PI possono offrire, tra i quali: un operatore mobile può intermediare il pagamento tra un venditore ed un consumatore (ad esempio contenuti). Altri esempi di potenziali PI sono I Mobile Network Operator ed i Mobile Virtual Network Operator (MVNO), o gli attori della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

Per diventare una PI si deve presentare domanda all'Autorità Nazionale competente (che per l’Italia, ed in linea con quanto già accaduto per gli IMEL, sarà assai probabilmente la Banca d’Italia).

Il soggetto giuridico PI che potrà esercire un Payment Service quale quello indicato al precedente capoverso, deve avere un capitale iniziale non inferiore a 50 k€, un capitale operativo che dipende dal volume di affari (c.d. Payment Volume) e sarà sottoposto a Vigilanza.

Se però la PI volesse esercire (anche) altri servizi di pagamento, quali ad esempio l'emissione e/o acquisizione di "strumenti di pagamento", il capitale iniziale non è mai inferiore a 125 k€.

Per "strumento di pagamento" si intende qualsiasi dispositivo personalizzato e/o insieme di procedure concordate tra l'utente di servizi di pagamento e il prestatore, e utilizzate dall'utente per disporre un ordine di pagamento.La precisazione si ritiene opportuna, laddove si decida e si verifichi (in sede di autorizzazione alla PI), che ricada tra le responsabilità di un VASP anche quella di emettere strumenti di pagamento (e non solo quella di gestirli). Un approfondimento si renderà all'uopo necessario (così come per quanto afferisce il capitale operativo), solo a posteriori (o entro) il periodo di Transposition della PSD negli schemi nazionali Italiani.

È da notare che la PI non può emettere moneta elettronica. Può però concedere un credito accessorio e connesso esclusivamente in relazione all'esecuzione di un'operazione di pagamento. Inoltre una PI non può svolgere altre attività conflittuali con l'attività primaria (tenuto conto delle disposizioni nazionali e comunitarie applicabili); pertanto, una PI può esercitare, oltre la prestazione dei servizi di pagamento, le seguenti attività: servizi operativi ed accessori la gestione del Payment Service, gestione dei sistemi di pagamento, altre attività commerciali purché non conflittuali con l'attività di PI.

I presenti hanno quindi concluso che i Virtual Account Service Provider (VASP) di dmin.it iPay possono essere assimilati a PI. Se però il VASP, come abbiamo sempre pensato, vuole fare bundle di un’altra attività, potrebbe rendersi necessaria l'attuazione di una separazione societaria, al fine di non incappare nei vincoli di cui al precedente capoverso.

Si è fatta un'ulteriore precisazione in merito agli obblighi in materia di lotta al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo, per quanto attiene la descrizione dei meccanismi di controllo interno predisposti dai VASP che vorranno richiedere l'autorizzazione ad operare come PI; in particolare, tali obblighi afferiscono i dati informativi relativi all'ordinante che accompagnano i trasferimenti di fondi.

E' opportuno verificare e decidere se, i suddetti controlli, possano essere "contribuiti" (anche) da Servizi Condivisi. Leonardo C., a tal proposito, ha manifestato una propria perplessità in merito alla possibilità/necessità che Servizi Condivisi "condividano" anche queste informazioni di ciascun VASP (Big Brother fear).

È stata anche commentata la notizia proveniente dalla Svezia (24 aprile) secondo la quale le rendite su operazioni online vanno tassate se sono convertibili (e non se sono convertite).

8. Promozione della proposta dmin.it

Il 14 maggio Mimmo C. presiede una sessione alla conferenza Media 2.0 a cui sarà anche invitato qualcuno che parla della soluzione dmin.it oltre ai soliti noti.

13. Prossimo incontro

Mercoledì 2 luglio a Torino.


Lista dei partecipanti

Antonella Ardizzone IULM

Leonardo

Chiariglione

CEDEO.net

Giacomo Cosenza Sinapsi
Mario Di Floriano Eximia

Ciro

Gaglione  
Roberto Garavaglia CloseToPay
Alessandro Izzo I Licaoni
Riccardo Leonardi UniBS
Paolo Pastorino Home Gateway Initiative
Stefano Quintarelli Eximia